“Tutto un rimbalzare di neuroni”

In collaborazione con Libreria Gli Anni in tasca

Cosa resta della scuola senza le levatacce al mattino, l’odore di ormoni, i panini nello zaino? Senza i litigi nel cambio d’ora, gli sguardi in tralice, le corse fuori appena suona la campanella? Eppure la scommessa è sempre la stessa: riuscire a raggiungere gli allievi, a toccarli, anche se sono ben nascosti dietro una videocamera spenta, piú simili a impiegati in smart working – soli, assonnati, inafferrabili. Insegnare in Dad significa provarci dieci volte di piú, sperando che duri il meno possibile. Un viaggio spericolato e vivissimo nel controsenso della scuola a domicilio.

«Uno era sotto le coperte, una in cucina con lo sfaccendare astioso della madre. Dietro a una è passato il padre in canottiera. Un altro camminava per tutta la casa, forse in cerca di rete, forse in preda a un raptus di iperattività».

«Eccola qua, la mia 3H: due anni e mezzo di duro lavoro sulle dinamiche di gruppo e sul rapporto tra adulti e pari, e si era ridotta a una fila di oblò». La prima settimana sembrava una vacanza. Poi abbiamo capito che i libri di testo non li avrebbe aperti piú nessuno, e quegli allievi rintanati dietro uno schermo andavano agguantati in un altro modo. Un mese dopo, i ragazzi si collegavano dai vicoli del quartiere, dal letto, o correndo in riva al mare. «Ministro, mi si sono ristretti gli alunni!» La didattica a distanza è quello che succede quando si toglie alla scuola la concretezza dei corpi, uno spazio reale in cui incontrarsi, scontrarsi, condividere, crescere. È la «scuola meno», dove al posto di sorrisi e bronci ci troviamo a guardare ologrammi e file. Per di piú, in una classe difficile di una zona difficile non è detto che i ragazzi abbiano un computer: si arrangiano col telefono, quando va bene. Magari quello della mamma, magari seduti accanto al nonno con l’Alzheimer. E per loro non andare a scuola significa perdere la prospettiva di un altro mondo e un futuro possibile. Con la rabbia e l’ingegno di chi fa il mestiere piú bello e piú usurante di tutti, Vanessa Ambrosecchio ci racconta cosa significa insegnare: non stancarsi di provare, stanare gli allievi uno a uno, scommettere su di loro, inventarsi ogni giorno domani.

Per partecipare a questo evento in presenza, è necessario essere muniti di certificazione Verde Covid-19 ed è consigliata la prenotazione

Dates and Times

  • From 09/10/2021 16:30 to 09/10/2021 17:30

Event Info

Thematic Area: Book(e)book
Moderatori: Marco Prandoni
Language: Italiano
Keywords: Cultura

Promoted by:

Organized by:

Con il Patrocinio di:

Media Partner:


		
EVENTS EVENTI
PEOPLE PERSONAGGI
KEYWORDS KEYWORDS
{{item.title}} {{item.title}}
{{title}} {{title}}
Date and Time: Date e Orari:
Dal From {{item.start}} - al to {{item.end}}
With: With:
{{item.title}}
Venue: Venue:
{{item.title}}
Typology: Typology:
{{item.title}}
Target: Target:
{{item.title}}
Language: Language:
{{item.title}}
Keywords: Keywords:
{{item.title}}
THEMATIC AREA AREA TEMATICA
{{item.name}}
VEDI I DETTAGLI SEE DETAILS
ABOUT ABOUT
{{title}} {{title}}
Events: Eventi: {{item.title}}